Il Pedagogista Clinico, Specialista Supervisore, è un professionista che ha sufficiente consapevolezza di sé, competenze interpersonali, conoscenza dei processi rilevanti per la pratica pedagogico clinica, capacità nel facilitare l’impostazione del work setting e per indicare le modalità da adottare al fine di ottimizzare gli interventi di aiuto. Un Specialista che, richiesto dei colleghi pedagogisti clinici in formazione o iscritti all’Albo, componente fondamentale per il mantenimento e l’integrazione della competenza, in alcune circostanze e in base al livello di esperienza raggiunto dal collega, offre indicazioni operative integrative, espleta l’attività di verifica, commenta, stimola la vigilanza, aiuta a riflettere sulle modalità adatte ad ottimizzare gli interventi di aiuto e introduce con l’esempio al riesame del lavoro al fine di fornire il miglior servizio possibile. Un rapporto strutturato intenzionale entro il quale promuovere maggior consapevolezza nel configurare l’utilizzo specifico delle metodologie e degli strumenti operativi relativi alla pratica professionale.
Per esercitare il ruolo di Supervisore il Pedagogista Clinico deve svolgere da almeno un anno la professione, deve aver seguito un corso di formazione gratuito indetto dall’Associazione, superata la verifica finale ed essere stato riconosciuto idoneo. Lo Specialista Supervisore viene inserito nel registro dei Supervisori che, continuamente aggiornato, appare nei siti internet dei pedagogisti clinici e dell’ente formatore ISFAR Formazione Post-Universitaria delle Professioni. Il compenso per le prestazioni è stabilito da un tariffario decretato dal Consiglio Direttivo Nazionale ANPEC.
La formazione richiede la conoscenza dei contenuti esposti nei libri apparsi nelle collane di Pedagogia Clinica delle edizioni Magi e delle Edizioni Scientifiche Isfar, l’abilità di utilizzo di tutti i metodi ausiliari esclusivi della professione di Pedagogista Clinico e del materiale complementare tutelato da marchio registrato (es. distinguo tra Training Induttivo e Training Autogeno, i diversi vissuti in posizione seduta del cocchiere o distesi sul lettino, temporalità di utilizzo del T.I. e i diversi metodi rivolti alla corporeità, momenti in cui inserire le immagini mentali o le fantasmagorie. Esemplificazioni di immagini mentali e di una fantasmagoria. La valenza educativa dei simboli archetipici. Esposizione del Reflecting come ausiliario nelle varie occasioni di aiuto.
Il Pedagogista Clinico deve dimostrare di saper condurre Performance Diagnostiche su:
- soggetti in età degli apprendimenti con diversi disagi e difficoltà
- adulti con difficoltà psicofisiche, con scarsa forza ergica e adulti alla ricerca di un equilibrio persona logico.
Ogni performance diagnostica dovrà essere tradotta in opportune Performance di Intervento e indicate le modalità opportune per il recupero degli equilibri.
Oltre alle Performance Diagnostiche e di Intervento il Pedagogista Clinico deve saper orientare su come intervenire in situazioni gruppali quali: la scuola, la classe, la famiglia (Reflecting), stilare progetti da presentare in diverse agenzie educative: -interventi sul gruppo classe, -formazione degli insegnanti o di gruppi di operatori, -corsi per i genitori e sportelli d’ascolto,-interventi a platea.
Durante la formazione viene verificata la conoscenza e sottolineate le linee guida per mantenere viva l’attenzione verso i principi etici e deontologici, elementi di garanzia della professionalità degli iscritti nei confronti del sociale, regole scritte nel Codice Deontologico (previsto dall’art.18 dello Statuto), attenendosi alle linee orientative del, Consiglio Nazionale dell’Economia e del Lavoro (CNEL).
*Guido Pesci, presidente Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici