IL primo congresso nazionale
dell'ANPEC ( Associazione Nazionale Pedagogisti CIinici), ha
iniziato i suoi lavori sotto il patrocinio del Comune di Firenze
e della Regione Toscana e con il saluto e l'augurio di un proficuo
svolgimento da parte di Luigi Berlinguer, Ministro della Pubblica
Istruzione; tutti riconoscimenti importanti per l'associazionismo
e per ciò che queste opportunità aggregative e rappresentative
di una categoria possono realizzare e testimoniare di sé: "Pedagogia
Clinica e Pedagogisti Clinici" era il tema dell'incontro; il
confronto verteva su un argomento politico-sociale relativo
alla tutela del pedagogista clinico e della sua professione
e sugli aspetti scientifico-culturali mirati a definire il livello
formativo, di ricerca e di sviluppo del sapere pedagogico-clinico.
L'ormai alto numero dei membri dell'Associazione e la presenza
di quanti si rivolgono con interesse a questo impegno pedagogico
di aiuto alla persona hanno fatto sì che l'affluenza al Congresso
fosse tanto numerosa da creare un serio problema organizzativo:
la sala da 300 persone era ormai completa da circa dieci giorni
e ulteriori richieste giungevano a pioggia; spazi da 500-600
posti non erano liberi, e solo riservando una seconda sala con
circuito chiuso, schermo gigante ed opportunità di colloquiare
direttamente con la prima, si è potuto risolvere la questione.
Questo il risultato numerico. Un secondo risultato, importantissimo
per la categoria dei Pedagogisti Clinici è stato raggiunto con
il contributo chiarificatore del Dr. Angelo Deiana ( Responsabile
Area Lavoro del CNEL ) il quale ha ben definito quelli che saranno
i compiti delle associazioni delle nuove professioni e utilmente
sollecitato tutti ad attivarsi per garantire ai soci una formazione
sempre più qualificante.
Le parole di solidarietà e di elogio del Presidente del Congresso
Prof. doc. Andrea Canevaro, Direttore del Dipartimento di Scienze
dell'Educazione dell'Università degli Studi di Bologna, hanno
dato conferma della validità del percorso formativo del Pedagogista
Clinico ed hanno una volta di più sensibilizzato i presenti
circa la necessità di specialisti in questo settore operativo.
Non si è trattato di un incontro accademico, ma di un laboratorio
in cui ogni parola è stata confermata da ausili filmici. Si
è visto che la pedagogia clinica non è legata o limitata all'era
scolare o agli apprendimenti o alla scuola, ma si rivolge a
tutti coloro che, indipendentemente dalla loro età, hanno necessità
di aiuto e possono essere soddisfatti da interventi educativi.
Tra l'altro è stata data dimostrazione di alcune tecniche e
metodologie nuove o innovative che vengono conosciute e apprese
unicamente dai corsisti della Formazione in Pedagogia Clinica
tenuto dall' ISFAR di Firenze e tra queste il metodo Discover-project,
il metodo Inter-Art, il metodo Bon Geste, il Counseling in pedagogia
clinica e il Trust-System, il metodo Ludopedagogia, Musicopedagogia,
il metodo SELF (per l'autonomia e coscienza di sè), e i tantissimi
altri metodi nel programma della formazione. Si è così potuto
dimostrare che il Pedagogista Clinico, iscritto nell' Albo Professionale
tenuto dall'ANPEC, ha una propria, specifica, preparazione professionale
e che le origini e le radici della Pedagogia Clinica trovano
supporti epistemologici che ne confermano la validità scientifica
e sostanziano i principi di una scienza indirizzata ad ogni
circostanza di relazione e di scambio e capace di creare nell'individuo
le forze ideali della vita.