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Dal Congresso 2004
- In tantissimi e in patricolare giovani sono qui presenti, come vediamo alle nostre spalle, per sentire quali sono le novità che porta dai suoi studi di Bruxelles. Ce li vuole anticipare?
- Traccerò il quadro dell'Associazione, l'atto della sua costituzione ufficiale ad oggi e sopratutto le prospettive della pedagogia clinica nel contesto belga, dell'area francofonache sono assai promettenti. Molte delle iniziative cho ho intrapreso avranno degli svolgimenti nel corso del tempo con premesse incoraggianti per la professione del pedagogista clinico.
- Lei è anche direttore di una rivista che si occupa di pedagogia clinica a Bruxelles. Qual'è il suo impegno oggi e quale sarà in futuro?
- Il giornale Pedagoie Clinique è stata un'esigienza per dare ampia diffusione alla pedagoia clinica e alle iniziative formative e culturali che essa intraprende in lingua francese che è una lingua federatrice; la francofonia coinvolge diversi paesi europei oltre al Canada anche alcuni Stati affricani, la rivista è diffusa, ad esempio, oltre che in Belgio, nella Svizzera Francese e in Francia.
- Lei ha anche organizzato alcuni congressi di pedagogia clinica a Bruxelles. Sarà sicuramente soddisfatto di questo risultato.
- Soddisfatto, e oltre a questo, abbiamo creato due siti in francese indirizzati a un pubblico che auspichiamo sempre più ampio, sempre più vasto. La pedagogia clinica in uno stato come il belgio molto attento e aperto, viene accolta con grande attenzione nell'ambito delle professioni di aiuto.
- Ci stiamo quindi avviando all'internazionalità della pedagogia clinica?
- Ci stiamo attivando, anche con l'importante notizia che annuncierò oggi con gioia, la fondazzione dell'Associazione Europea dei Pedagogisti clinici ovvero una federazione che unisce tutte le associazioni presenti nei vari paesi e assicura una maggiore diffusione e garanzia per tutta la categoria, oltre che una formazione più qualificata e qualificante per gli iscritti.

E' con noi il professor Sergio Gaiffi, segretario nazionale dell'ANPEC, coordinatore della prima sessione sul tema: La persona nel suo sviluppo fantastico creativo.
- Professor Gaiffi, perchè avete voluto dare tanta centralità a questo tema della formazione dell'individuo?
- Noi viviamo in una società e in un epoca in cui privilegiamo troppo spesso il pensiero logico-razionale che da solo non basta a fare ritrovare all'individuo un'adeguato equilibrio. Abbiamo avuto modo di osservare che sviluppando la capacità creativa aumenta la possibilità di dare risposte esaustive e efficaci.
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