Intervista al Prof. Gudo Pesci Presidente
dei Pedagogisti Clinici in Italia (Intervista rilasciata dal Prof. Dr. Guido Pesci alla
giornalista Tiziana Isitani e andata in onda sulle emittenti
Supersix, Video Firenze e TVR)
- D. Ogni nuova professione
ha bisogno di basi scientifiche e culturali, il Pedagogista
Clinico dove trova questo patrimonio?
- R. Il patrimonio si ritrova nelle basi epistemologiche che
hanno dato vita e sostanziano questa disciplina. Alle radici
scientifiche del passato si aggiungono i contributi della ricerca
condotta dall'ISFAR Post-Università delle Professioni, esposti
nella rivista Pedagogia Clinica-Pedagogisti Clinici, nei libri
e nelle dispense delle Edizioni Scientifiche Isfar Firenze,
oltre che nella Collana di Pedagogia Clinica delle edizioni
Magi di Roma.
- D. L'ANPEC- Associazione Nazionale Pedagogisti Clinici- che
certifica l'appartenenza alla categoria, quanti professionisti
rappresenta.
- R. L'ANPEC è un'associazione di categoria che attualmente
conta 1500 iscritti presenti in tutto il territorio nazionale
e saremo almeno 1800 alla fine di questo anno.
- D. Lei ha accennato ad almeno altre due importanti formazioni,
il Reflector e lo Psicomotricista Funzionale, ci potrebbe dare
altre indicazioni maggiori in proposito.
- R. Inizio dal Reflector visto che ha la mia paternità così
come il Pedagogista Clinico. Il Reflector è un professionista
che ha assunto particolari capacità comunicazionali e se ne
serve nella relazione con gli altri. Un professionista che vuole
stimolare l'altro alla riflessione affinché trovi in se stesso
la forza, la sicurezza, quegli stati di necessità idonei ad
uscire fuori dal disagio.
- D. Mi pare che il Reflecting si proponga come una scienza
e un metodo alternativo alle terapie, alle psicoterapie… - R. Noi non intendiamo parlare di un qualche cosa di alternativo,
è sicuramente utile, se vogliamo indispensabile per la persona,
certo diverso dalla psicoterapia. Sono consapevole di avere
originato una modalità che si distingue da tutte le altre modalità
di aiuto alla persona. La differenza che sostanzia questo specialista
è nell'utilizzo di ogni mezzo comunicazionale e non dell'esclusiva
parola, troppo spesso utilizzata come farmaco.