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Tra
i molti parametri che si possono usare per definire moderno
un paese non possiamo sottovalutare quelli dell'efficacia e
dell'efficienza del sistema formativo e della ricerca. Una preparazione
post-universitaria che sappia ripensare i saperi utili al cambiamento,
è quindi necessaria per una società in trasformazione. Anticipare
e gestire il rinnovamento per crescere e aiutare la modernizzazione,
questo è il fine dei percorsi formativi per la professione di
pedagogista clinico. Essi, non ci si stancherà mai di ripeterlo,
mirano all'acquisizione di un sapere specialistico, integrato
e complesso, scaturito dalla ricerca, che ha varcato i confini
nazionali.
Le
professioni autonome intellettuali, stanno cambiando la società
in profondità e rappresentano un cospicuo patrimonio, una ingente
risorsa soprattutto per i giovani poiché dischiudono potenzialità
notevoli per l'occupazione. Per accedere alla libera professione
- che si svolge nel rispetto delle norme deontologiche e a tutela
del soggetto - il pedagogista clinico deve sottoporsi a verifiche
costanti in merito alla permanenza delle capacità e delle conoscenza
tecniche. Il successo di questa professione ha favorito l'incremento
delle sue "quotazioni del mercato", poiché essa è in
grado di dare alla vita sociale del paese un ampio contributo
e rappresenta una preziosa risorsa, in linea con le attuali
opportunità del territorio.
Attualmente, la sterminata
serie di verifiche dagli esiti positivi, consente di affermare
che la pedagogia clinica ha progredito tanto da rendere il percorso
di formazione autoreferenziale: la nuova professione
di pedagogista clinico è ancora nuova solo perché costantemente
rinnovata e aggiornata dai contributi di docenti specialisticamente
preparati e da quella formidabile concentrazione di intelligenze
che fanno parte del team di ricerca dell'ISFAR, Post-Università
delle Professioni.
In
una società come la nostra, che ha necessità di riscoprire l'importanza
e l'insostituibilità dell'educazione è fondamentale l'esistenza
di una figura professionale che rivolga il suo impegno non alla
patologia e perciò al malato, ma alla persona che vive con disagio
le caratterizzazioni evolutive e non patologiche derivanti dai
cambiamenti adattivi che deve affrontare nel corso della propria
esistenza.
L'immagine del pedagogista clinico
I risultati di alcune recenti indagini statistiche sulla rappresentazione
sociale del pedagogista clinico permettono di rilevare un'immagine
sostanzialmente positiva di questo professionista. Generalmente
le persone vengono a sapere dell'esistenza del pedagogista clinico
da chi ha avuto occasione di rivolgersi a lui.
La
fiducia nei confronti di questo specialista oggi è notevolmente
aumentata rispetto a quattro cinque anni fa, poiché sono sempre
più numerose le persone che gli chiedono aiuto e considerano
il suo operato socialmente utile ed efficace. A questa valutazione
positiva hanno sicuramente contribuito, oltre alle tante pubblicazioni,
i mezzi di comunicazione di massa, le riviste scientifiche,
i quotidiani, le emittenti televisive, i siti internet, che
hanno dato notizia dei tanti congressi, convegni e seminari
tenuti dall'ANPEC e dall'ISFAR, Post-Università delle Professioni,
in tutto il territorio nazionale. Anche se i mass media si limitano
assai spesso a dare evidenza a fatti di attualità trascurando
di soffermarsi sulla ricerca. |
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