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Editoriali
Editoriale 1/2002
La scienza pedagogico-clinica ha trovato nelle pagine di questa rivista un importante spazio per confermare i principi scientifici e tecnico-metodologici della professione di Pedagogista Clinico che le Associazioni, italiane e straniere, di questa categoria proteggono con la registrazione del marchio. Le associazioni di categoria vogliono essere garanti dei requisiti professionali dei propri iscritti e riconoscono l'Istituto Superiore Formazione Aggiornamento e Ricerca (ISFAR) di Firenze come l'unico capace di garantire l'acquisizione di conoscenze e di esperienze e di solide basi formative post-universitarie di grande prestigio, motori di ricerca di ogni progetto di successo professionale.
Una preparazione post-universitaria che sappia perciò ripensare i saperi utili ad un cambiamento è un asset sicuro per una società in trasformazione. Anticipare e gestire il cambiamento per crescere e aiutare la modernizzazione è lo spirito dei percorsi per la professione di Pedagogista Clinico. E' un sapere specialistico, integrato e complesso, scaturito dalla ricerca che è arrivato a varcare i confini nazionali. Le professioni autonome intellettuali, abbandonata la logica del "lavoro dipendente", stanno cambiando la società in profondità e sono un cospicuo patrimonio, una ingente risorsa soprattutto per i giovani poiché dischiudono potenzialità notevoli per l'occupazione. Una professione, quella del Pedagogista Clinico, che richiede verifiche costanti sulla permanenza delle capacità e delle conoscenze tecniche che consentono l'accesso alla libera professione e che si svolge nel rispetto delle norme deontologiche, a tutela del soggetto nell'interesse del quale la prestazione è resa. Essa nasce da una formazione "esclusiva" che attrae i laureati più motivati e con chiari obiettivi, che vogliono andare oltre gli studi facili (e cioè inutili) scegliendo un impegno formativo che, unico, può offrire loro adeguatezza professionale. Il successo di questa professione ne vede un continuo incremento nelle quotazioni del mercato, poiché offre alla vita sociale del paese un ampio contributo, una preziosa risorsa e un potenziale di efficacia sociale, costruita sulle attuali opportunità del territorio. Oggi, gratificati da una sterminata serie di verifiche dagli esiti positivi, possiamo dire di aver progredito tanto da rendere il percorso di formazione autoreferenziale: la "nuova" professione di Pedagogista Clinico è ancora "nuova" solo perché costantemente rinnovata, ampliata e integrata dai contributi di docenti specialisticamente preparati e da quella formidabile concentrazione di intelligenze che fanno parte del team di ricerca. Le prove della costante ricerca e delle esperienze professionali sono ampiamente documentate sulle pagine di questa rivista dalla cui lettura non sfuggono i presupposti di una auspicata società solidale.
Giudo Pesci
 
 
 
 
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