Editoriale 1/2006
Editoriale di Guido Pesci Rivista numero 15 luglio-dicembre
2006
L'impegno nei confronti di tutti coloro che
si formano presso l'ISFAR è di far acquisire competenze e
abilità che siano riconosciute ed apprezzate, un fine garantito
dalle tecniche e dalle metodologie protette da marchio registrato,
realizzate e sperimentate dal Centro di Ricerca Scientifica
dell'Istituto. Un patrimonio scientifico, tecnico e professionale
assai cospicuo di cui può essere presa visione nei siti internet.
Diciannove metodi, che consentono di favorire l'autonomia
e la coscienza di sé, l'attentività e la mnesi, gli apprendimenti
delle materie curriculari, le esperienze organizzativo-motorie,
le coreografie fonetiche, sviluppare le funzioni emozionali,
facilitare le modalità interattive e l'esplorazione del corpo,
stimolare l'immaginazione, schemi dinamici per il recupero
delle gratificazioni, le visualizzazioni fantasmatiche, capaci
di coniugare il soggetto a forze interiori più ricche e creative
e le cromatoscopie per trasformare la confusione e la frantumazione
originaria in immagini simboliche positive definite. Al Centro
di Ricerca Scientifica dell'Istituto si deve altresì lo strumentario,
anch' esso protetto da marchio e da brevetto, che consta di
sei test a cui si aggiunge il brevetto della palla vibrocromatica
o Touch-Ball. Il Centro ha al suo attivo anche 44 volumi,
pubblicati da quattro diverse case editrici italiane, di cui
è in corso la traduzione in lingua francese e spagnola. Tali
pubblicazioni, nel loro numero e nel loro contenuto, rispecchiano
l'idea ispiratrice dell'ISFAR Istituto Superiore Formazione
Aggiornamento e Ricerca, rivolta ad una nuova politica di
vera prevenzione, ad un rinnovamento complessivo necessario
all'autorealizzazione dell'uomo, ad agevolare recuperi di
energia e capacità vitali. Un ideale, dunque, non astratto
o formale, irrigidito in modelli fissi e immobili, inadeguato
allo sviluppo e al progresso, ma un ideale che si traduce
in un compito concreto e che richiede una costante verifica
di contenuto e di metodo. È un' esperienza viva, quella dell'ISFAR,
una battaglia condotta per offrire professionalità consolidate,
rendere i laureati capaci di dischiudere potenzialità, personali
completezze, definirne e fissarne la validità, favorire una
struttura profonda dell'esperienza e dell'identità, oltre
che un prestigio reputazionale che trova sostegno nell'affermarsi
sul mercato mediante l'organizzazione, per le categorie professionali,
di incontri, dibattiti, presenze in TV, convegni e congressi,
siti internet. L'ISFAR, consapevole di cosa significhi per
il sociale dispiegare capacità professionali, energie e talenti,
si è impegnata concretamente producendo un reale rinnovamento
o vantaggioso per la collettività. Le linee di pensiero e
la validità del sapere scientifico hanno contribuito ad una
progressiva ascesa dell'ISFAR, convalidata anche dal numero
crescente di docenti impiegati, un riconoscimento che ha varcato
i confini dell'Europa e che ogni settimana trova larga eco
su riviste e giornali. Questa rivista, "Pedagogia Clinica
Pedagogisti Clinici", che mi ha offerto lo spazio per l'Editoriale
è anch'essa un viatico delle innovazioni dell'ISFAR, conosciute
e apprezzate dall'opinione pubblica, necessarie ad un indirizzo
originale quale i nuovi tempi reclamano, alla vitalità culturale
e al progresso sociale, contro ogni ritardo e anomia, per
giungere ad una società caratterizzata dal diritto restitutivo
e ad una densità morale che generi la coscienza collettiva.
L'ISFAR per la capacità organizzativa e rappresentativa, muove
su una prospettiva futura ottimistica: l'aumento del numero
degli specialisti e delle sedi di formazione nel mondo. Il
decennale può essere salutato con entusiasmo, ma l'impegno
sociale e politico ci conduce oltre.