Se semidei come Orfeo, Anfione o Museo,
figure di sacerdoti e di medici, potevano dominare la natura,
curare e divinare, è perchè possedevano chiavi, come la musica
e la poesia, che aprivano loro le modalità di comunicazione
interpersonale. Ed i poemi omerici non sono pieni di implicazioni
musicali in cui la melodia placa gli dei, cura la tristezza
e la depressione, infonde coraggio, medica i corpi, allevia
la durezza della solitudine e dell'attesa? E Pitagora non
eseguiva forse esercizi musicali, ponendo nel mezzo un citarista
e in cerchio attorno a lui, seduti, i peani, per "dilettarsi
l'animo e divenire armoniosi e ordinati? Non usa melodie ritenute
adatte per "le passioni dell'anima", ossia per gli stati di
depressione, d'ira e di eccitazione o contro i desideri smodati?
Anche Aristotele si propone nella prospettiva dell'uso pedagogico-clinico
della musica, quando afferma che la persona "è in primo luogo
composta di anima e di corpo, e di questi la prima per natura
comanda, l'altra è comandata"; da ciò delibera che "la musica
può esercitare con qualche influsso sul carattere dell'anima".
Riferendoci ancora alla musica sappiamo che nel Medioevo e
nel Rinascimento si continuò a sperimentare gli effetti dei
suoi influssi sulla persona. Nei secoli XVII e XVIII la musica
fu ampiamente utilizzata per lenire i disagi nelle malattie
nervose. Dal XIX secolo le ricerche sistematiche intorno agli
effetti psicologici e fisiologici della musica hanno dato
conferma della sua validità in pedagogia clinica, là dove
è stata sperimentata su soggetti in difficoltà inseriti nei
vari istituti di recupero. Se ritroviamo quindi la musicopedagogia
a partire da un lontano passato in cui aveva già ampio riconoscimento
per gli effetti positivi sull'uomo, essa non può mancare fra
le tecniche e metodologie della pedagogia clinica. Le tecniche
psicomusicali che i nostri specialisti argentini e italiani,
formatori dei Pedagogisti Clinici, utilizzano, sono considerate
infatti un mezzo per far vibrare la gamma delle emozioni e
sentimenti, inducendo nella persona nuove esperienze.
Tecniche che influiscono sui processi di identificazione,
di proiezione, sulle modalità personali, che risvegliano simboli
dell'inconscio personale e assoluto e che possono dar vita
a dialoghi interni e a sentimenti di partecipazione comune.
Tecniche che vengono adoperate per esplorare il mondo delle
emozioni, dei desideri, dei fantasmi e che inducono abreazioni,
superamento di difficoltà, modifica di comportamenti. Questo
tracciato epistemologico sulla musicopedagogia non mi fa tuttavia
trascurare l'evoluzione scientifica della ginnastica che,
certo, non si è fermata a Gerolamo Mercuriale e al Medioevo.
Molti si sono succeduti nell'approfondimento teorico e pratico
di questa disciplina, da cui oggi, con Jean Le Boulch, un
altro docente del nostro Istituto, è scaturito un utilizzo
pedagogico-clinico della psicomotricità.